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Come viaggiare sicuri in Africa

Come viaggiare sicuri in Africa

Se state organizzando un viaggio in Africa e avete poche informazioni sul Paese in cui dovete recarvi, il primo consiglio da seguire è di controllare gli alert periodicamente segnalati dal dipartimento di Stato americano. Informazioni utili possono essere acquisite anche consultando i siti del Foreign Office del Regno Unito e dei governi di Canada e Australia.

Il dipartimento di Stato americano classifica i Paesi assegnando loro un livello di sicurezza che va da 1 a 4: livello 1 se per viaggiare nel Paese si possono «adottare normali precauzioni»; livello 2 se si consiglia di prestare «maggiore cautela», il che significa che si possono correre dei rischi in determinate aree; livello 3 se viene raccomandato di non viaggiare in un Paese a meno che non lo si debba fare per ragioni improcrastinabili; livello 4 se viene assolutamente sconsigliato di viaggiare in un Paese.

L’assegnazione di questi quattro livelli di sicurezza dipende dalla situazione politica e sociale, dal tasso di criminalità e dalle condizioni sanitarie che si registrano nel Paese. Solitamente il passaggio da un livello inferiore a uno superiore dipende dall’insorgere di proteste di massa e disordini o, nei casi peggiori, da attentati terroristici, colpi di stato o scoppio di guerre civili.

Secondo gli ultimi dati del dipartimento di Stato americano riferiti a inizio febbraio, viene confermato il livello 4 per Libia, Somalia, Mali e Repubblica Centrafricana. In diverse aree di questi Paesi, come noto, sono infatti in corso scontri armati e, in particolare in Libia, Somalia e Mali, la presenza di gruppi jihadisti è molto radicata.

 

Livello 2: «prestare molta cautela»

 Algeria

In Algeria si possono verificare attacchi terroristici soprattutto nelle aree rurali. Il consiglio è di non viaggiare verso zone situate entro i 50 chilometri dal confine con la Tunisia, o entro i 250 chilometri rispetto ai confini con Libia, Niger, Mali e Mauritania. Non sono raccomandati anche i viaggi nel deserto del Sahara.

 

Burkina Faso

Fatti di criminalità violenta sono particolarmente diffusi specie nelle aree urbane, e spesso le vittime sono cittadini stranieri. È anche alto il rischio di attentati terroristici. La raccomandazione è di non mettersi in viaggio verso le aree confinanti con il Mali e il Niger, dove soprattutto per gli stranieri aumenta in modo esponenziale il rischio di rapimenti.

 

Camerun

Il crimine violento è un fenomeno diffuso in tutto il Paese. Il governo consiglia di non viaggiare verso le regioni settentrionali, in alcune parti delle regioni orientali e nella regione centrale di Adamawa. In queste aree crescono le possibilità di attentati terroristici e di rapimenti.

 

Costa d’Avorio

Attacchi terroristici, specie nelle località turistiche, possono verificarsi in qualsiasi momento. I reati violenti (sequestri di persona, irruzioni nelle abitazioni private e rapine a mano armata) sono frequenti. Il dipartimento di Stato americano consiglia di non spostarsi in auto fuori dalle città principali dopo il tramonto.

 

Repubblica Democratica del Congo

Vi è un alto livello di criminalità violenta (rapine a mano armata, stupri e irruzioni nelle abitazioni private). Si verificano spesso violente manifestazioni politiche, a cui spesso segue la dura repressione da parte delle forze di sicurezza. Sconsigliati gli spostamenti nella parte orientale del Paese e nelle tre province del Kasai dove sono in corso conflitti armati.

 

Egitto

Attacchi e attentati rivendicati da gruppi terroristici colpiscono soprattutto la capitale Il Cairo (sedi governative e delle forze di sicurezza). Considerati a rischio i voli interni. Molte delle principali località turistiche del Paese sono considerate relativamente sicure. Vivamente sconsigliato, invece, viaggiare verso le aree desertiche nella parte ovest del Paese così come nella penisola del Sinai. Quest’ultima è un’area impraticabile per la presenza radicata di cellule affiliate allo Stato Islamico.

 

Eritrea

Il livello 2 è assegnato sia per le restrizioni imposte a chi arriva dall’estero che per la limitata assistenza che possono fornire ambasciate e consolati di determinati Paesi in caso di situazioni d’emergenza. I turisti sono invitati a evitare spostamenti nella regione di confine con l’Etiopia a causa dell’instabilità politica dell’area, dei disordini in corso e della presenza non segnalata di mine inesplose.

 

Etiopia

Il livello 2 è assegnato a causa della frequenza di disordini e delle costanti interruzioni delle comunicazioni. Sconsigliati i viaggi nelle regioni confinanti con la Somalia a causa di possibili attacchi terroristici da parte del gruppo somalo qaedista Al Shabaab e della presenza non segnalata di mine. Atti di criminalità e disordini sono probabili anche nella regione di East Hararge nello stato di Oromia, nella zona di Danakil Depression e ai confini con Kenya, Sudan, Sud Sudan ed Eritrea.

 

Kenya

Episodi di criminalità violenta sono particolarmente frequenti. Ai turisti si consiglia di evitare Eastleigh, sobborgo di Nairobi, così come il centro storico di Mombasa dopo il tramonto. Il confine con la Somalia e alcune altre zone costiere non sono raccomandate a causa dell’aumento di attacchi terroristici specie da parte del gruppo somalo Al Shabaab.

 

Repubblica del Congo

Il crimine violento è diffuso in tutto il Paese. Le frequenti manifestazioni politiche spesso degenerano in violenza. Ai turisti viene sconsigliato di spostarsi verso i distretti meridionali e occidentali della regione Pool Region, dove le operazioni militari in corso comportano un rischio più elevato di disordini e conflitti a fuoco.

 

Sierra Leone

Violenti crimini come aggressioni e rapine sono comuni. La polizia locale raramente è in grado di rispondere efficacemente a incidenti del genere. Ai dipendenti del governo degli Stati Uniti è vietato di lasciare la capitale Freetown dopo il tramonto.

 

Livello 3: «evitare i viaggi se non necessari»

Burundi

Le continue tensioni politiche che si registrano nel Paese causano, seppur in modo sporadico, azioni violente comprese sparatorie. I posti di blocco della polizia e dell’esercito possono limitare la libertà di movimento specie nella capitale Bujumbura. Sono frequenti incursioni di gruppi armati provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo nelle province di Cibitoke e Bubanza.

 

Guinea-Bissau

La criminalità violenta è un problema che riguarda tutto il Paese, ma soprattutto l’aeroporto di Bissau e il mercato di Bandim, nel centro della capitale. Le tensioni politiche, sociali e tra fazioni rivali possono degenerare in episodi di violenza in qualsiasi momento.

 

Mauritania

Attacchi terroristici possono interessare soprattutto aree e località frequentate da turisti provenienti da Paesi occidentali. I reati violenti (furti, stupri e aggressioni) sono piuttosto comuni. Limitata l’assistenza che possono fornire ambasciate e consolati di diversi Paesi stranieri.

 

Niger

Crimini violenti sono piuttosto comuni in Niger, Paese in cui l’Italia si appresta ad avviare una missione militare. Attacchi terroristici e rapimenti possono interessare strutture del governo locale e rappresentanze diplomatiche di Paesi stranieri. In particolare, viene sconsigliato di recarsi nella regione di Diffa, nella regione del Lago Ciad e al confine con il Mali dove operano gruppi islamisti.

 

Nigeria

In Nigeria sono comuni crimini violenti. Gli attacchi terroristici, sferrati principalmente dal gruppo Boko Haram affiliato a ISIS, si registrano principalmente nelle aree affollate all’interno e attorno alla capitale Abuja. Off limits gli stati del nord (in particolare il Borno) per la presenza radicata di gruppi jihadisti. Da segnalare possibili attacchi di pirateria per le imbarcazioni che accedono al Paese dal Golfo di Guinea.

 

Chad

Crimini violenti, azioni terroristiche e presenza di territori minati lungo i confini con Libia e Sudan sono i tre principali fattori di rischio. Gruppi terroristici entrano ed escono dal Paese con estrema facilità. Cellule affiliate a Boko Haram sono particolarmente attive nella regione del Lago Ciad. Per questioni di sicurezza il governo centrale potrebbe decidere di chiudere le frontiere senza fornire alcun preavviso.