C’è anche il nome della Regina Elisabetta tra quelli dei potenti del pianeta coinvolti nell’inchiesta Pandora Papers, su cui ha lavorato il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ) e che fa luce sulle ricchezze nascoste nei paradisi fiscali di 35 leader mondiali, migliaia di vip e miliardari. Ecco un profilo di Elisabetta II pubblicato su Leaders. I volti del potere mondiale, edito da Paesi Edizioni.

Il lungo governo di Elisabetta II, appartenente alla casa reale dei Windsor, iniziò il 6 febbraio 1952, quando la giovane figlia di Giorgio VI sostituì il padre, morto prematuramente all’età di 56 anni dopo aver salutato la figlia che partiva per il Kenya. Al suo ritorno, Elisabetta fu suo malgrado incoronata regina. Aveva solo ventisei anni. La sua salita al trono coincise con la graduale trasformazione dell’Impero Britannico, dal Commonwealth fino alla travagliata uscita dall’Unione Europea, meglio nota come Brexit. Conservatrice e lungimirante, schiva e coriacea, la sovrana britannica che ha regnato più a lungo di qualunque altro Re d’Inghilterra è stata una colonna portante delle tradizioni e delle istituzioni nazionali. Da lei sono passati da Winston Churchill a Margaret Thatcher, da Tony Blair a Theresa May, personalità molto forti, nessuna delle quali ha però scalfito il suo ruolo di garante della Corona.

Elisabetta ha svolto la funzione di Regina con irreprensibile tenacia e con un rispetto quasi divino del ruolo che la Corona inglese rappresenta per il Regno Unito e il mondo intero. Dal suo matrimonio con Philip Mountbatten, poi nominato duca di Edimgurgo, sono nati quattro figli: Charles (1948), Anne (1950), Andrew (1960) ed Edward (1964). La vulgata vuole che il momento più difficile per lei sia stato nel 1997, in occasione della morte di Diana Spencer, moglie infelice del primogenito Charles. Ma in realtà gli anni più duri del suo regno sono da ascriversi all’epoca del terrorismo targato Ira e delle lotte sindacali, cioè in quel decennio 1979-1990 in cui l’odiata Margaret Thatcher era alla guida del Paese in qualità di premier.

Nel 2012 Elisabetta II ha celebrato il suo Giubileo di Diamante per i sessant’anni dall’ascesa al trono. Il 9 settembre 2015 ha superato il primato di longevità sul trono che apparteneva solo a un’altra grande donna passata alla Storia, la Regina Vittoria. Per Elisabetta, dunque, protagonista assoluta tra le donne di potere della seconda metà del Novecento, si può a ragione parlare di «seconda età elisabettiana». Regina di Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Belize, Canada, Grenada, Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenaine, Isole Salomone, Santa Lucia e Tuvalu, in tutto è il monarca di ben 125 milioni di sudditi. Il titolo completo è «Sua Maestà Elisabetta Seconda, per Grazia di Dio, del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e dei Suoi altri Reami e Territori, Regina, Capo del Commonwealth, Difensore della Fede». Una regina ineguagliabile e un leader indiscutibile, nel complesso e turbolento mondo delle monarchie del ventunesimo secolo.

Tratto da
Leaders. I volti del potere mondiale
a cura di Luciano Tirinnanzi