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Prosegue la battaglia di Hodeida

Prosegue la battaglia di Hodeida

I miliziani yemeniti appoggiati dagli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato di aver conquistato la pista sud dell’aeroporto internazionale nei pressi della città portuale di Hodeida, a seguito degli scontri avvenuti nella giornata di mercoledì tra le forze governative sostenute dalla coalizione a guida saudita e i ribelli Houthi appoggiati dall’Iran.

La coalizione ha lanciato un’offensiva una settimana fa con lo scopo di riprendere la città e soprattutto il suo porto che da solo gestisce circa il 70% delle importazioni di cibo dirette al martoriato paese. Organizzazioni non governative hanno espresso preoccupazione circa l’operazione, ma fino ad ora gli scontri sono rimasti localizzati nel sud della città permettendo alle infrastrutture portuali di continuare ad operare in relativa normalità.

Le brigate Amaleq, un gruppo di combattenti sostenuto dalla coalizione che include gli EAU, ha dichiarato di aver preso possesso dei lati est ed ovest dell’aeroporto e di star avanzando verso su per tagliare i collegamenti tra Hodeida e la capitale Sanaa.

Si segnalano anche scambi di colpi di artiglieria anche nel distretto di al-Durayhimi nelle immediate vicinanze dell’aeroporto.

 

 

Gli Houthi, tramite il loro portavoce, fanno sapere che considerano l’offensiva sulla città di Hodeida parte di un piano di aggressione portato avanti dalla coalizione saudita ma concertato con le potenze occidentali, Stati Uniti in testa. “Possono schierare tutti gli eserciti del mondo” dice Abdel Malik al-Houthi ad al-Masirah TV “ma non riusciranno a farci arrendere.” e ha proseguito dicendo che gli attacchi nel Mar Rosso rientrano in un astrategia di deterrenza contro l’aggressore.

Tuonano contro la imminente catastrofe umanitaria le Nazioni Unite, sottolineando per bocca di Stephane Dujarric, portavoce del Segretario Generale, che nel caso in cui i combattimenti dovessero raggiungere aree urbane della città, i civili sarebbero a rischio anche a causa delle drammatiche condizioni igienico-sanitarie. Si segnalano infatti i primi casi di colera nella popolazione.