Amy Coney Barrett, 48 anni, la giudice conservatrice che ha grandi possibilità di sostituire Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema degli Stati Uniti, l’anno scorso è stata protagonista di una decisione destinata ad avere conseguenze importanti in futuro per i casi di violenze sessuali. Una decisione su cui anche Ginsburg sarebbe stata d’accordo. Come scrive il Washington Post, Barrett ha reso più semplice agli studenti accusati di violenza sessuale sfidare il parere delle università sul loro conto. Riferendosi al caso dello studente noto con lo pseudonimo di John Doe, accusato dall’ex fidanzata Jane Doe, anche questo un nome fittizio, Barrett scrisse: «È possibile che l’università abbia scelto di credere a Jane perché era una donna e di non credere a John perché è un uomo». Oltre a Amy Coney Barrett, l’altra data per favorita è Barbara Lagoa, 52 anni, anche quest’ultima conservatrice. La nomina dovrà essere votata dal senato a maggioranza semplice. Per i democratici, la nomina doveva slittare a dopo le elezioni presidenziali del prosssimo 3 novembre.

Il commento di Daniele Raineri pubblicato sul Foglio: 

Entro tre giorni al massimo il presidente americano, Donald Trump, annuncerà il nome del giudice che andrà a prendere il posto rimasto vacante alla Corte Suprema dopo la morte di Ruth Bader Ginsburg. Ieri il senatore repubblicano Mitt Romney, che dentro il Partito repubblicano gioca il ruolo di dissidente sempre in lotta contro Trump, ha dichiarato che questa volta voterà per confermare la nomina fatta da Trump e quindi il presidente ha già la certezza matematica che la sua proposta passerà il vaglio del Senato e che i democratici non possono farci nulla. L’impotenza degli oppositori di Trump è tale che già parlano di court packing, quindi della possibilità di aumentare il numero dei giudici della Corte Suprema se alle elezioni di novembre vincerà Biden e il Partito democratico conquisterà la maggioranza anche al Senato. In quel caso, con una legge federale potrebbero aggiungere nuovi giudici di loro scelta per neutralizzare quelli conservatori.

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Molti considerano questa vicenda come una grande vittoria per il candidato repubblicano, che ancora una volta piazza un giudice conservatore alla Corte Suprema – è il motivo per il quale molti elettori lo apprezzano – ma Josh Barro, editorialista del New York Magazine, inserisce un elemento di scetticismo nella situazione e dice che c’è da considerare anche il caso opposto: alcune fasce di elettori repubblicani potrebbero non essere d’accordo con le decisioni eventuali della nuova Corte Suprema. Non sono un blocco automaticamente d’accordo su tutto e potrebbe non apprezzare decisioni di rottura in tema di aborto o di Obamacare.

Il nome che circola di più per ora è quello di Amy Coney Barrett, giudice in una delle tredici corti d’appello degli Stati Uniti. La Barrett l’anno scorso ha preso una decisione che per molti ha fatto scuola, nel senso che altri giudici l’hanno adottata per risolvere casi simili, e riguardava un caso di presunta violenza sessuale da parte di uno studente universitario contro una studentessa. L’argomento, come si capisce, è molto delicato e si presta a controversie che vanno a toccare l’opinione pubblica di tutta la nazione e hanno il potenziale per allargarsi a dismisura e diventare una discussione su molti temi. Lo studente, che viene indicato con lo pseudonimo John Doe, e la studentessa, Jane Doe, avevano cominciato una relazione nell’autunno 2015. A dicembre lei aveva tentato di suicidarsi davanti a lui, la loro relazione era finita e John Doe aveva avvisato l’università del tentativo di suicidio.