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Europa

Ucraina

Capitale Kiev

Ordinamento Repubblica

Superficie 603.550 km²

Popolazione 44.854.065

Religioni ortodossa

Lingue ucraino, russo, altre minoranze

Moneta Hryvna (UAH)

PIL 7.300 USD

Livello di criticità

Politica

Stato indipendente ma fortemente dominato dall’influenza polacca prima e da quella russa poi, l’Ucraina entrò a far parte dell’URSS nel 1922, subendo la rigida politica staliniana: tutte le imprese agricole vennero nazionalizzate e i piccoli proprietari terrieri (i kulaki) che provarono a ribellarsi furono deportati e rinchiusi. Durante la Seconda guerra mondiale, in seguito all’invasione tedesca il Paese uscì dall’orbita sovietica, per rientrarvi alla fine del conflitto. Vi rimase fino al 1991, anno in cui ebbe inizio lo smembramento dell’URSS, con la contestuale creazione di altre nove Repubbliche indipendenti, tra le quali la stessa Ucraina. La Costituzione fu varata nel 1996 (poi emendata nel 2004) e affidò ampi poteri al presidente, mentre il primo ministro divenne espressione del parlamento.I primi tempi per la nuova entità statale furono difficilissimi, caratterizzati da un forte declino economico e una povertà diffusa, con un bilancio aggravato anche dagli effetti del disastro di Chernobyl del 1986. Sebbene inizialmente i rapporti con la Federazione russa furono difficili, a partire dal 1994 ci fu una normalizzazione dei rapporti e un riavvicinamento tra i due Paesi, grazie all’elezione del presidente filorusso Leonid Kuchma. A causa del malcontento della popolazione, però, la situazione interna degenerò sfociando nella Rivoluzione Arancione del 2004, quando le elezioni furono vinte da Viktor Yushchenko. Neppure il suo governo è riuscito però a risolvere le maggiori problematiche quali il processo democratico o la trasparenza pubblica, piaghe decennali del Paese. La successiva tornata elettorale ha stabilito la vittoria di Viktor Yanukovich, presidente dal 25 gennaio 2010. In seguito alle massicce proteste europeiste iniziate nel dicembre 2013 – poi degenerate in violentissimi scontri – Yanukovich è stato costretto a fuggire il 22 febbraio 2014.


Economia

L’Ucraina ha costituito, lungo tutto il dominio sovietico, un grande granaio e una decisiva realtà industriale per l’URSS. Dopo l’esperienza del mercato sovietico basato sulle pianificazioni quinquennali, però, il Paese ha visto drasticamente ridimensionato il proprio ruolo e la propria economia. Ancora oggi, nonostante le centrali nucleari, il Paese dipende molto dalla Russia per il settore energetico (gas e petrolio), mentre l’estrazione del carbone è sempre più dispendiosa e sempre meno redditizia. Anche il ferro, di cui il Paese è ricco, è di minor impiego di un tempo; nonostante ciò, l’industria siderurgica e metallurgica restano molto importanti. Così anche l’industria alimentare, che può contare su una ricca produzione agricola: grano, patate, orzo, mais, barbabietole e numerosi altri ortaggi. La Russia, ad ogni modo, resta il principale partner ucraino, sia per l’export sia per l’import, seguita da Germania, Italia e Turchia.


Criticità

La criminalità in Ucraina è mediamente diffusa e i maggiori eventi si verificano nei centri città, nei percorsi metropolitani e nei luoghi poco frequentati. Il rischio terrorismo è basso e le condizioni climatiche non destano specifiche preoccupazioni. In generale, la sicurezza nel Paese fino al 2013 era assimilabile agli standard europei. Non vi erano infatti particolari condizioni politiche o sociali tali da poter rappresentare un motivo di insoddisfazione che portasse a episodi di intolleranza e violenza. Anche se, nel mese di ottobre 2011, in seguito all’arresto dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko - condannata a sette anni di reclusione dal tribunale di Kiev con l’accusa di abuso d’ufficio e di evasione fiscale, oltre che di occultamento dei ricavi in valuta estera - erano già scoppiate violente manifestazioni di protesta tra i suoi sostenitori e le forze dell’ordine davanti al Palazzo di Giustizia. A fine 2013, però, Kiev è stata protagonista di violente manifestazioni da parte degli oppositori del presidente Yanukovich, che hanno occupato per mesi piazza Maidan, e sono culminate con la cacciata del presidente. Tra i manifestanti, ai semplici cittadini si sono mescolati numerosi radicali di estrema destra. La situazione è degenerata anche a causa delle proteste nelle regioni russofone, e in particolare nella Crimea, dove la Federazione Russa è intervenuta per mettere in sicurezza la regione.