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Fragile tregua a Gaza, vicina incriminazione per Netanyahu

Fragile tregua a Gaza, vicina incriminazione per Netanyahu

È apparsa da subito molto fragile la tregua tra Israele e la Jihad Islamica a Gaza che doveva porre fine alle violenze e agli scontri degli ultimi giorni. La tregua, negoziata grazie alla mediazione di Egitto e Nazioni Unite, era stata annunciata giovedì. La Jihad Islamica palestinese aveva dichiarato lo stop alle ostilità, ma a poche ore dall’accordo per il cessate il fuoco, ci sono state nuove operazioni israeliane che hanno preso di mira la Striscia. «Stiamo colpendo obiettivi della Jihad Islamica a Gaza», hanno affermato i militari israeliani, scrivendo su su Twitter che le operazioni sono state condotte in risposta al lancio “indiscriminato di razzi” dall’enclave palestinese verso Israele.

Gli ultimi scontri sono dovuti alla morte del leader della Jihad Islamica Palestinese, ucciso in un raid di Israele ad inizio setttimana. In seguito all’uccisione di Bahaa Abu al Atta, il gruppo terroristico aveva scatenato una pioggia di razzi da Gaza verso Israele, almeno 400 razzi sarebbero partiti dalla Striscia in soli due giorni. Come riporta Reuters che cita le autorità palestinesi, la riposta israeliana ai razzi ha causato almeno 34 morti tra i palestinesi, in maggioranza civili. Israele ha voluto colpire le infrastrutture militari del gruppo, che hanno il sostegno dell’Iran. Nelle ore appena precedenti all’accordo per la tregua, un’operazione israeliana ha ucciso otto persone, di cui cinque bambini. Secondo l’esercito israeliano, l’attacco non avrebbe dovuto causare morti tra civili. La casa colpita si trovava a Dir al-Balah e come ha affermato il portavoce dell’esercito del Paese ebraico, Avichay Adraee tra i morti c’è Rasmi Abu Malhous, un comandante della Jihad Islamica a Gaza.

Intanto, il procuratore generale israeliano, Avichai Mandelblit, potrebbe annunciare fra quattro giorni, quindi martedì 19 novembre, la possibile incriminazione del primo ministro, Benjamin Netanyahu, per corruzione. Lo riferisce oggi il quotidiano “Haaretz”, citando il partito di Netanyahu, il Likud. L’annuncio sarà fatto, in ogni caso, prima della conferenza annunciata da parte della procura a Eilat, prevista il 26 novembre. Secondo “Haaretz”, il Likud sta organizzando una grande manifestazione davanti all’abitazione del procuratore nel tentativo di conoscere in anticipo le dichiarazioni di Mande.  (Agenzia Nova)

Rockets are launched from the Gaza Strip towards Israel, Wednesday, Nov. 13, 2019. Israeli aircraft have struck Islamic Jihad targets throughout the Gaza Strip while the militant group rained scores of rockets into Israel for a second straight day as the heaviest round of fighting in months showed no signs of ending. (AP Photo/Khalil Hamra)