Siria, luce verde di Trump all’invasione della Turchia

Siria, luce verde di Trump all’invasione della Turchia

Domenica 6 ottobre Washington ha annunciato che le truppe statunitensi si ritireranno dal Nord-est della Siria, area dove sono presenti i curdi siriani, principali alleati degli Stati Uniti nella guerra contro il sedicente Stato Islamico. Una guerra dichiarata terminata alcuni mesi fa. L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato uffciale della Casa Bianca diffuso subito dopo un colloquio telefonico tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Le decisione determina il cambio di strategia degli americani in Sira e dà alla Turchia la luce verde per l’offensiva nel Nord-est del Paese. Con tale annuncio gli Usa scaricano i loro alleati curdi, che sono stati a lungo un loro partner miltare.  L’annuncio Usa significa che la Siria per come la conoscevamo non esiste più. Il ritiro degli Usa comporta il rischio di nuovi scontri tra i turchi e le forze curde, ora che gi Stati Uniti non possono più fungere da mediatore tra le due parti, scrive il Guardian. Le forze curde hanno annunciato lunedì che gli Usa hanno già iniziato a ritirare le truppe lungo il confine turco. Alcuni filmati diffusi dall’agenzia curda Hawar mostrano i veicoli americani che abbandonano le loro posizioni chiave nei pressi delle città di Ras al-Ayn e Tal Abyad, situate lungo il confine.

Le forze curde non hanno accolto con favore l’annuncio degli americani. Il portavoce delle SDF Mustafa Bali ha accusato la Casa Bianca di voler trasformare l’area in una «zona di guerra» e ha detto che che le SDF difenderanno il nordest della Siria «a tutti i costi».

La mappa mostra la safe zone proposta dal presidente turco Erdogan

Nel colloquio telefonico avuto con il presidente americano, Erdoğan avrebbe espresso le sue osservazioni sulla “safe zone”, la cui creazione era stata decisa da un accordo tra Ankara e Washington, appoggiato dalla NATO. Turchia e Usa non sono d’accordo sulla profondità di quest’area, che, secondo il presidente turco, dovrebbe essere profonda una trentina di chilometri e lunga più di 400 chilometri nella zona che si trova al confine tra la Turchia e la Siria, tra le città di Tal Abyad e Ras al-Ayn. Le SDF hanno rimosso le fortificazioni che avevano in quest’area, viste come una minaccia dalla Turchia, e hanno ritirato le armi pesanti, ma in cambio avevano avuto dagli Usa la promessa di protezione.

 

 

A Turkish n armored vehicles patrol as they conduct a joint ground patrol with American forces in the so-called “safe zone” on the Syrian side of the border with Turkey, near the town of Tal Abyad, northeastern Syria, Friday, Oct.4, 2019. The patrols are part of a deal reached between Turkey and the United States to ease tensions between the allies over the presence of U.S.-backed Syrian Kurdish fighters in the area. (AP Photo/Baderkhan Ahmad)