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Carrie Lam ritira la legge sull’estradizione

La Chief Executive di Hong Kong Carrie Lam ha accolto una delle 5 richieste dei manifestanti, che ora incassano la prima vittoria: il ritiro formale della contestata legge sull’estradizione. Lam ha anche promesso un “dialogo diretto” con la comunità per comprendere le cause del malcontento sociale, ma non ha accettato le altre richieste dei cittadini di Hong Kong. Una di queste è un’inchiesta indipendente che faccia chiarezza sull’uso eccessivo della forza da parte della polizia.  Secondo la Chief Executive, inoltre, la richiesta di amnistia per i manifestanti e i rivoltosi arrestati è “inaccettabile” e “contraria alla legge”.

Il ritiro arriva dopo la smentita da parte di Carrie Lam di alcune dichiarazioni pronunciate durante una riunione a porte chiuse. Nell’audio, ottenuto in esclusiva da Reuters, Lam diceva con voce sofferta che, se avesse potuto, si sarebbe dimessa e avrebbe presentato profonde scuse, visto il caos generato dalla legge sull’estradizione. Lam appariva abbastanza disperata e diceva di avere un margine di manovra “molto limitato” davanti alla crisi in corso ad Hong Kong, segno che la crisi è gestita da Pechino. Affermava di trovarsi in una condizione difficile, al centro tra Pechino e i manifestanti. Lam ha anche smentito di aver permesso lei stessa che la stampa ottenesse la registrazione audio per guadagnare stima dai cittadini. Ma secondo gli analisti citati dal giornale locale Scmp, la leader filocinese potrebbe aver voluto prendere le distanze da Pechino ed evitare ulteriori responsabilità nel caso di una risposta repressiva da parte della Cina.