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Gli Stati Uniti puntano a disgregare l’Europa

Gli Stati Uniti puntano a disgregare l’Europa

La visita di tre giorni del presidente americano Donald Trump a Londra dovrebbe salvare il «rapporto speciale» tra Stati Uniti e Regno Unito. L’obiettivo del Capo della Casa Bianca, che oggi vedrà il primo ministro dimissionario Theresa May, è disgregare l’Unione Europea per creare una nuova alleanza con Londra. Una visita “guastata” dai soliti tweet del presidente ancora prima di atterrare in Gran Bretagna. Trump ha detto che il Regno Unito dovrebbe lasciare l’Unione senza un accordo e senza pagare il conto a Bruxelles. Il presidente Usa ha anche fortemente criticato l’accordo su Brexit negoziato da Theresa May . Così il giornalista Alberto Negri commenta su Il Manifesto la strategia di Trump, che dopo il Medio Oriente punta a disgregare l’Europa:

Da Londra Trump è partito per la sua lunga campagna elettorale e già che c’è per assestare una mazzata all’Unione europea e intromettersi negli affari interni di un altro Paese. Con una visita di stato ingiustificata, se non per ragioni mercantilistiche – gli accordi della Gran Bretagna con Pechino – la monarchia britannica ha così messo a disposizione Buckingham Palace per offrire a Trump una vetrina scintillante in vista di quando, tra un paio di settimane, annuncerà la sua candidatura per un secondo mandato: figuriamoci che importa a Trump di dialogare con un premier dimissionario. Al massimo gli interessa sostenere Boris Johnson come prossimo leader conservatore e dare una mano al suo beniamino Nigel Farage, vincente alle europee e in testa a tutti i sondaggi.

 

Il presidente degli Usa ha criticato in modo piuttosto violento l’accordo sulla Brexit negoziato da Theresa May che con questa visita chiude probabilmente la sua carriera nel peggiore dei modi. Trump ha sottolineato che se al posto di May ci fosse stato lui si sarebbe rifiutato di pagare i 42 miliardi di euro che Londra dovrà sborsare per la Brexit. Ma c’è dell’altro, come rileva sul Financial Times il leader liberal democratico Vince Cable: l’America di Trump è una minaccia globale. Trump, sottolinea il giornale britannico, sta distruggendo tutti gli accordi multilaterali: da quello sul clima all’intesa nucleare con l’Iran, dagli accordi di non proliferazione in Europa fino al Wto. Anche i britannici si accorgeranno presto di cosa significa la Brexit e negoziare da soli con Trump. La Gran Bretagna uscendo dall’Unione ha fatto conto sulla «relazione speciale» che storicamente lega Londra a Washington, ma quando gli inglesi dovranno trattare un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti si renderanno conto che Trump non regala niente. Quasi sicuramente rimpiangeranno l’Ue, soprattutto se ne usciranno con un no deal, come vorrebbero Farage e Johnson. Ecco perché lo show con la regina è utile solo a Trump e un giorno forse apparirà come una carnevalata inutile.

L’America di Trump non è un Paese normale. Il presidente si lamenta della guerra di russi e siriani a Idlib contro i jihadisti e Al Qaeda: ma sono stati gli americani ad addestrarli per rovesciare Assad. Non una parola ovviamente su Israele che colpisce l’esercito di Damasco con i missili. Tutto è concesso agli alleati di Trump, in particolare all’Arabia saudita e agli Emirati, due sponsor del piano Kushner per la Palestina, che vengono riempiti di armi per far paura all’Iran e condurre una guerra devastante in Yemen, sull’orlo del collasso totale. Per la verità anche noi con le bombe tedesche prodotte in Sardegna dalla Rwm gli diamo una mano: c’è poco da fidarsi anche degli europei.

E nel caso dell’Iran, prima dell’apertura di Pompeo – «giochi di parole», l’ha definita Teheran – c’è stata la decisione americana di inviare navi e truppe nel Golfo. In realtà la prima condizione per avviare trattative tra Washington e la Repubblica islamica sarebbe l’allentamento della pressione militare americana e dei suoi alleati non solo nel Golfo ma in tutta la regione: è forse una coincidenza che Israele abbia di nuovo colpito la Siria, alleato dell’Iran? Il presidente iraniano Hassan Rohani è già stato chiaro: è disponibile al negoziato se gli Stati uniti dimostrano di rispettare la dignità dell’Iran. E Trump finora ha mostrato di non essere molto rispettoso della legalità internazionale visto che ha cancellato il trattato sul nucleare del 2015 senza nessuna vera ragione specifica.

Gli Usa non sono un Paese normale e non vogliono neppure che gli altri lo siano. Usciti dal trattato hanno imposto sanzioni unilaterali sull’Iran impedendo a tutti di fare transazioni con Teheran, sia per l’acquisto di petrolio, sia mettendo sanzioni su banche e società straniere che hanno rapporti d’affari iraniani. Gli Stati uniti di Trump non vogliono che l’Iran possa sopravvivere e neppure che gli altri Stati abbiano diritto alla loro sovranità. Gli Usa chiedono a Teheran di essere un Paese normale ma loro fanno tutto il contrario per diventarlo.

 

 

Foto: The Royal Family, via Twitter