Sono state 22, hanno provocato 262 morti e danni pari a 95 miliardi di dollari. Lo rivela un report dell’agenzia federale National Oceanic and Atmospheric Administration. Sempre più chiari gli effetti dei cambiamenti climatici
Nel 2020 negli Stati Uniti è stato registrato un numero record di catastrofi naturali dovute alle condizioni meteorologiche e climatiche sempre più avverse. In totale gli eventi sono stati 22, concentrati tanto lungo la costa occidentale quanto lungo quella orientale del Paese, e hanno provocato 262 morti e danni pari a 95 miliardi di dollari. La parte ovest è stata colpita soprattutto da incendi, a est si è verificata una serie serrata di uragani, mentre ondate di caldo estremo si sono verificate in tutto il territorio nazionale.
California lo stato più colpito
Il quadro è stato delineato in un rapporto del National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), agenzia federale degli Stati Uniti secondo cui ognuna delle 22 catastrofi naturali verificatesi nel 2020 ha causato almeno 1 miliardo di dollari di danni, sei in più rispetto al record che era stato precedentemente stabilito negli Stati Uniti. Tra i più bersagliati la California dove ci sono stati cinque dei sei più vasti incendi della storia di questo stato. In totale sono stati ridotti in cenere 10,3 milioni di acri, un’area più grande del Maryland e ben al di sopra delle medie degli anni passati. Lungo la costa orientale, e in particolare in prossimità del Golfo del Messico, è stato segnato il record di 12 tempeste tropicali. Sette di queste hanno causato più di 1 miliardo di dollari di danni, compresi gli uragani Laura e Sally che tra agosto e settembre hanno devastato a più riprese il sud del Paese. A subire il colpo peggiore è stata la Lousiana, dove ci sono stati tre uragani e due tempeste tropicali.
Sempre più evidenti gli effetti dei cambiamenti climatici
L’agenzia federale statunitense Noaa ha inoltre rilevato che lo scorso anno è stato il quinto più caldo mai registrato negli Stati Uniti, in linea con un trend che appare ormai inarrestabile. Basti pensare che tutti i cinque anni più caldi finora registrati negli Stati Uniti si sono verificati a partire dal 2012. Il report evidenzia inoltre altre tre dinamiche significative: l’impeto delle tempeste è aumentato in parallelo al surriscaldamento dell’atmosfera e degli oceani; ci sono stati tre grandi disastri legati ai tornado; c’è stato un ‘derecho’ altamente distruttivo, ovvero linee organizzate di temporali con venti dannosi diffusi capaci di abbattere linee elettriche, danneggiare abitazioni e radere al suolo interi raccolti nel Midwest. Insomma, negli Stati Uniti gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire sempre da più vicino. Archiviata l’Amministrazione negazionista dell’ormai ex presidente Donald Trump, spetterà ora al suo successore, il democratico Joe Biden, provare concretamente a recuperare il tempo perduto nei prossimi quattro anni del suo mandato.
Pubblicato su La Nuova Ecologia
Rocco Bellantone
Caporedattore di Babilon, giornalista professionista, classe 1983. Collabora con le riviste Nigrizia e La Nuova Ecologia di Legambiente. Si occupa di Africa, immigrazione e ambiente.
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