Boris Johnson passa da “Stay Home” a “Stay Alert”. Il premier britannico ha illustrato il piano post-lockdown, un piano “attento” e atteso, per uscire dal blocco dovuto all’emergenza coronavirus.

Il primo ministro britannico in un discorso trasmesso in TV ha dichiarato che i cittadini che non possono svolgere il proprio lavoro in modalità smartworking dovrebbero recarsi al lavoro già da oggi, che si potrà fare esercizio fisico e trascorrere del tempo nei parchi e in spiagge senza limiti a partire dal prossimo mercoledì. Johnson ha affermato, ad ogni modo, che sarebbe una “follia” prevedere norme meno rigide e rischiare così una seconda ondata di contagi.

«Non è questo il momento di porre fine al blocco questa settimana – ha dichiarato – Invece stiamo facendo i primi passi attenti per modificare le nostre misure».

I cittadini, ha detto il premier, potranno fare esercizio all’aperto quanto vorranno, prendere il sole nei parchi, giocare a golf e tornare ai loro posti di lavoro, se non possono lavorare da casa. Ma a parte questo, le attuali restrizioni rimarranno in vigore. Il primo ministro ha anche detto che, una volta che il tasso di infezione si sarà sufficientemente ridotto, si potrà tornare a entrare nel Paese in aereo ma bisognerà osservare la quarantena di 14 giorni.

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Il premier ha annunciato domenica che il Regno Unito avrebbe presto imposto una quarantena obbligatoria a chi arriva nel Paese in aereo – si lavora per facilitare i trasferimenti dalla Francia – per cercare di evitare una nuova ondata di infezioni da coronavirus. Johnson ha anche segnalato quanto il paese sarà cauto nel rilassare il blocco di sette settimane. Il Primo Ministro, tuttavia, non ha fornito dettagli su come funzionerà la quarantena. Ma con il tasso di trasmissione del virus che è diminuito drasticamente in tutto il Paese, ha chiarito che il governo ora vede le persone dall’estero come la più grande minaccia per un Paese già tra i più colpiti dal contagio in tutta Europa.

Johnson ha esposto il suo progetto per un graduale allentamento del blocco del coronavirus, che potrebbe portare a riaprire in maniera graduale scuole primarie, negozi e asili nido a partire dal 1 ° giugno, mentre alcuni caffè o ristoranti con spazio esterno, oltre a luoghi o culto e cinema, potrebbero tornare al lavoro da luglio ma sempre facendo rispettare le distanze tra le persone.

Il Telegraph sottolinea come sia cambiato tutto rispetto a prima: compreso l’atteggiamento di Boris Johnson, un tempo ottimista, ora prudente. L’uso del linguaggio era insolitamente diffidente. Quello che stava presentando ai cittadini britannici era semplicemente “il primo schizzo” di una road map per la riapertura della società, ovvero un “senso” della strada da percorrere, un percorso che dovrebbe prevedere la riduzione della velocità di trasmissione del contagio e la creazione di un sistema di contact tracing. Tutto quello che il premier è pronto ad offrire, per ora, sono “i primi passi attenti” per “modificare le nostre misure”. Nient’altro che un “cambiamento di enfasi”.

Ma quello di Boris Johnson sembra ancora un messaggio confuso. la pensa così Keir Starmer, leader del Labour Party, secondo cui il piano mancherebbe della chiarezza necessaria alla nazione. La sfida più grande per il premier potrebbe venire però dall’interno del suo stesso partito, quello conservatore, dove alcuni legislatori sono frustrati dagli enormi costi causati dal blocco.