I rappresentanti di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale chiedono di non far calare l’attenzione sull’Iran e sulle dittature del nostro pianeta. Si è svolta, sulla piattaforma Zoom, una conferenza di parlamentari europei ed italiani, organizzata dalla Ngo Nessuno tocchi Caino e dal Consiglio della Resistenza iraniana, sulla necessità di aggiornare la lista europea degli esponenti del regime iraniano che si sono macchiati di gravi violazioni dei diritti umani.

La campagna, promossa da Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem, dopo la grave repressione delle manifestazioni di piazza esplose nel novembre 2019, si aggiorna di nuove ragioni alla luce dei più recenti comportamenti del regime iraniano che minacciano la sicurezza mondiale: dal modo in cui ha gestito la crisi causata dalla pandemia sanitaria mondiale del coronavirus ai nefasti proclami volti alla cancellazione dello Stato di Israele.

Molti i relatori, deputati e senatori presenti ai lavori, tra i quali Giulio Maria Terzi, già Ministro degli Esteri, membro dell’Organizzazione “In Search of Justice”, i senatori Lucio Malan, Roberto Rampi e Manuel Vescovi, Vice presidente della delegazione parlamentare al Consiglio d’Europa. Nutrito anche il gruppo dei deputati, tra i quali, Stefania Pezzopane e la parlamentare europa Cinzia Bonfrisco. A moderare i lavori Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino con la partecipazione di Laura Harth, Rappresentante del Partito Radicale presso le Nazioni Unite.

La lista delle personalità iraniane ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e per questo soggette a restrizioni di vario tipo da parte dell’Unione Europea che Nessuno tocchi Caino aveva chiesto di aggiornare è rimasta sostanzialmente immutata a riprova di una politica europea che resta uguale a se stessa, ovvero, come ha specificato Elisabetta Zamparutti: «cattiva con i popoli perché buona con chi li opprime».

A novembre con le rivolte popolari era emerso un malcontento che il regime ha prontamente represso con la sua consueta violenza e i rappresentanti italiani delle organizzazioni non governative continuano a chiedere di far comprendere come, l’emergenza sanitaria di questi mesi sia divenuta occasione nella quale la priorità assoluta per Khamenei e per Rouhani è divenuta la sicurezza del regime stesso.

Continuano le esecuzioni (con il capo della magistratura Ebrahim Riaisi che è tra quelli che numerosi deputati e attivisti chiedono sia inserito nella lista) di minori in Iran: 4 sui 100 giustiziati – per lo più (70) per omicidio – di questi primi sei mesi nel corso dei quali si è verificato quello che mai era successo, ovvero 16 esecuzioni compiute durante il mese del Ramadan.

Come ha avuto modo di sottolineare l’Ambasciatore Giulio Terzi, continuano gli arresti:

Come quelli dei giovani per i quali con Nessuno tocchi Caino abbiamo promosso un appello rivolto al Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres e all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet. E’ un appello sulla sorte di due giovanissimi studenti, Ali Younesi e Amir Hossein Moradi. I ragazzi, premiati nel 2016, 2017 e 2018 alle Olimpiadi Nazionali di Astronomia e Astrofisica, e uno di loro anche a quelle Mondiali, sono stati arrestati dalla Guardia Rivoluzionaria il 10 aprile 2020, e da allora non si conosce la loro sorte. I ragazzi, entrambi studenti della prestigiosa Sharif University of Technology di Teheran e sembra siano accusati di contatti con un gruppo di opposizione, i Mojahedin del Popolo, e di aver elaborato un piano per creare una situazione catastrofica durante la pandemia da coronavirus, e di volersi avvalere, per questo “piano”, di “ordigni esplosivi”. Le imputazioni sembrano del tutto infondate perchè non circostanziate da prove.

Elaborazione confermate anche da Stefania Pezzopane e Roberto Rampi che hanno ribadito:

Conosciamo la prassi dei servizi di sicurezza iraniani di estorcere le confessioni con la tortura. Tutti gli esperti della situazione iraniana dei diritti umani temono che il “complotto” attribuito ai due eccellenti studenti sia un modo per distrarre la popolazione, e attribuire all’opposizione e come al solito a “potenze straniere” la disastrosa situazione sanitaria dell’epidemia di coronavirus.

Di fronte a questa tragica situazione Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem chiede di intervenire subito a tutela di Ali Younesi e Amir Hossein Moradi e di inviare una delegazione internazionale per visitare le carceri e verificare le condizioni di vita dei detenuti in Iran. Un appello che viene inviato anche alla stampa. Il senatore Lucio Malan ha richiamato l’attenzione sulla non attenzione da parte della stampa:

I media continuano ad ignorare l’emergenza sanitaria. La situazione di censura era vissuta anche prima dell’epidemia e oggi con le problematiche della pandemia, l’attualità del regime continua a praticare morte e repressione, senza alcuna attenzione da parte dei media occidentali.

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Unanime, da parte dei partecipanti ai lavori, la solidarietà allo stato di Israele che l’Iran vuole cancellare. Terzi, Malan, Vescovi e Rampi hanno ricordato che:

Le dichiarazioni delle massime autorità iraniane, dal Presidente Rouhani all’Ayatollah Ali Khamenei, che hanno annunciato la nuova legge e attaccato Israele, paragonandolo al cancro e al coronavirus, sono di una violenza inaudita. Affermare che Israele deve essere “stradicato” e “distrutto” e chiamare su questo a sostenere la “jihad”, come ha fatto la Guida Suprema Khamenei, equivale ad una dichiarazione di guerra che non può lasciare nessuno indifferente. Siamo ancora una volta di fronte ad un regime, quello iraniano, che si dimostra essere la minaccia alla pace e alla sicurezza nella regione e nel mondo e che come tale non può essere considerato l’elemento di stabilizzazione come si ostinano a sostenere i fautori della politica di accondiscendenza. Chiediamo al Governo italiano e alla comunità internazionale di intervenire per condannare queste dichiarazioni, per condannare questa legge e soprattutto di cessare con la politica di accondiscendenza nei confronti di questo regime sanguinario prima che sia troppo tardi.