Libia, i missili della Francia non una novità

Il direttore di Babilon Luciano Tirinnanzi commenta il recente ritrovamento di missili Javelin della Francia in Libia. I missili sono stati trovati nel campo di Gheryan appartenente alle forze ribelli del generale Khalifa Haftar. La base è situata tra le montagne a sud della capitale libica  e i missili sarebbero stati scoperti durante un attacco delle forze del governo di Fayez al Serraj contro il quartier generale di Haftar per l’offensiva su Tripoli.

Il governo di unità nazionale libico di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite, ha chiesto spiegazioni “urgenti” al govreno di Parigi in merito alle armi sofisticate scoperte nella base abbandonata dalle forze del maresciallo Khalifa Haftar. Il ministro degli Esteri Mohamad Tahar Siala ha chiesto al suo omologo francese, Jean-Yves Le Drian, “di spiegare urgentemente il modo con cui le armi francesi scoperte a Gharian hanno raggiunto Haftar. Quando sono stati consegnati e come”. La Francia ha ammesso di avere tali armi in Libia, ma ha anche spiegato di non averle mai consegnate alle forze del generale Khalifa Haftar.

Perché il ritrovamento dei missili non è una novità, ma anzi conferma lo schema che stiamo vivendo in questi anni di guerra civile. La Tripolitania di al Serraj tenta di resistere insieme alle milizie di Misurata all’avanzata delle forze di Haftar, al cui fuanco siedono Parigi, Mosca, Abu Dhabi e Il Cairo. Ogni presenza militare in più in questa guerra, ogni elemento straniero, non è una novità ma certifica la divisione che regna nel Paese.

Photo: France’s President Macron and Libyan eastern commander General Khalifa Haftar. (AFP)